Domenica 15 Dicembre: "Oltre la società automatica!"


Domenica 15 dicembre 2019, dalle ore 16 alle 18, il grande filosofo Bernard Stiegler sarà all'Auditorium del MACRO - Museo d'Arte Contemporanea di Roma (via Nizza 138 e via Reggio Emilia 54) - per parlare di reddito di base, economia contributiva, creatività civile e futuro del lavoro. Red Mirror, il giovane collettivo di ricerca che ha organizzato l'evento, vuole ringraziare Giorgio De Finis e Fabio Benincasa per aver messo a disposizione le loro forze, ma anche OperaViva Magazine, ReTer, Filosofia in Movimento e, soprattutto, tutti gli ospiti che prenderanno parte alla discussione. La "Lectio magistralis" di Stiegler - che si terrà in lingua francese, ma sarà tradotta simultaneamente in lingua italiana e trasmessa con auricolari - sarà accompagnata da una tavola rotonda. Interverrano anche Giuseppe Allegri, Stefano Simoncini, Ilaria Bussoni, Andrea Masala, Daniela Cotimbo, Roberto Ciccarelli, Tiziana Terranova, Luigi Corvo, Dario Gentili, Nicolas Martino, Benedetto Vecchi, Teresa Numerico, Andrea Giacomo Minichini, Iacopo Scali, Nicolò Scarano, Agnese Trocchi, Viviana Vacca e tutti coloro vorranno prendere parte alla discussione.



In occasione della recente traduzione italiana del primo volume “La Società automatica” (Meltemi, 2019), Stiegler tornerà dunque a Roma per parlarci degli effetti delle trasformazioni che la rivoluzione permanente dei sistemi tele-comunicativi e tecnologici sta producendo nei vari ambiti dell’esistenza umana. L’allievo di Derrida è infatti convinto che la crisi economica del 2007 abbia palesato a tutti una più generale crisi del desiderio e dell’investimento libidico, che, ancora oggi, costituirebbe il vero ostacolo per l’affermazione di ogni grande impresa umana.

Alla base dei malesseri che affliggono la nostra èra digitale, secondo il filosofo dal passato burrascoso, si nasconderebbe, quindi, una più generale "miseria simbolica", prodotta dallo sviluppo ipertrofico e incontrollato delle tecnologie digitali che, per lo più asservite alle leggi miopi e spietate di un regime economico lasciato a sé stesso, sono ormai capaci di sfruttare e strumentalizzazione la memoria degli utenti per il perseguimento di fini economici di brevissima durata.

Il problema principale della “Data economy” non sarebbe perciò solo connesso allo sfruttamento dei dati degli utenti, ma alla stessa trasformazione passiva di alcune loro facoltà mentali analitiche, che verrebbero esternalizzate, connesse e veicolate inconsapevolmente, finendo così per stimolare, nelle singole coscienze, attività sintetiche stereotipiche. Secondo il filosofo francese sarebbe perciò lo stesso carattere alfabetico-lineare, quello che ha reso possibile la coscienza occidentale e il suo rafforzamento psicosociale, ad essere oggi destrutturato attraverso l'industrializzazione della memoria.


La nostra società viene perciò paragonata a quella del formicaio, un formicaio iper-industriale in cui il funzionamento complessivo del sistema non è controllato da nessuno, ma segue, invece, una forma di razionalità, esternalizzata, che nessuno è ancora pienamente in grado di comprendere e criticare. Questa è l’epoca della società automatica, da cui derivano la crisi della democrazia e della politica in genere, del lavoro e dell’investimento pulsionale, così come delle istituzioni e, soprattutto, delle vecchie certezze.


L’Europa e le sue istituzioni pubbliche, che hanno subìto per lo più passivamente l’affermazione di un sistema - trainato, principalmente, dagli Stati Uniti e da alcune tra le potenze emergenti - risultano perciò assolutamente inadeguate a prendere le misure necessarie per la costruzione di strategie efficaci contro quell’automatizzane che, sempre più velocemente, penetra ormai in tutti gli ambiti della vita sociale e individuale. E’ dunque necessario attivare nuovi percorsi politici, nuovi luoghi - fisici e simbolici - che sappiano stimolare la nascita di nuove forme d'aggregazione, ma anche la ri-territorializzazione e l'appropriazione dello spazio e del tempo: tutti processi che possono essere abilitati e irradiati solo attraverso un coinvolgimento attivo e consapevole della cittadinanza.

All'interno della Lectio di Domenica 15 Dicembre al MACRO, Stiegler si soffermerà pertanto sulle possibili vie da percorrere per ripensare il ruolo delle istituzioni urbane - e quello di Roma in particolare - nella costruzione di paradigmi e strategie alternativi al troppo inflazionato modello della “smart city”.

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La Lectio Magistralis, intitolata “Oltre la società automatica”, presenterà il nuovo modello macro-economico - a cui Stiegler sta lavorando, insieme ai suoi colleghi dell’Istituto di Ricerca e Innovazione del Centro Pompidou (IRI) da lui fondato nel 2005 - basato sulla condivisione e sulla diffusione dei saperi, sulla contribuzione e su una particolare forma di reddito contributivo, quale strumento importante per il potenziamento di una solidarietà sociale diffusa, unico terreno fertile per il pieno sviluppo di ogni singolarità desiderante.

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